Passa ai contenuti principali

GREAT MASTER "Montecristo" (Recensione)

Full-length, Underground Symphony
(2023)

Andando a scavare nelle note biografiche di questa band (che finora, colpevolmente, avevamo quasi del tutto ignorato) veniamo a sapere che siamo di fronte ad una di quelle band che hanno attraversato più di tre decenni di attività, che hanno numerosi album all'attivo e una attività live di tutto rispetto, con un recente tour assieme agli Angra. Proprio parlando della famosa band power metal brasiliana non possiamo che accodarci parlando anche in questo caso di power metal. Certo, "Montecristo", vuoi per il suo concept a dir poco epico, vuoi perchè dura circa un'ora, si arricchisce di altri generi, quali il prog, il symphonic e il metal classico alla Judas Priest/Iron Maiden.

Tutte le canzoni presenti in questo album mostrano una band all'apice della propria ispirazione, anche se dobbiamo ammettere che conoscevamo poco le precedenti releases. Però viene difficile immaginare che la band abbia potuto fare di meglio in passato! "Montecristo è un album che appassiona ed emoziona, e poi cerca di accontentare vari fruitori di metal melodico, ma che a più riprse mostra anche artigli ben affilati. Si passa da brani epici e possenti come "Back Home" o "My Name", alle veloci e tipicamente power metal songs quali "Man from the East", "The Left Hand Joke", "I Am the Master", "The Weak Point", "Final Revenge".

La prestazione della band è perfetta, stupiscono cori ed arrangiamenti che ricordano anche i Rhapsody Of Fire, ma anche Epica o Nightwish, tutto però in un contesto più classicamente metal. Anche la voce di Stefano Sbrignadello non si lancia spesso su tonalità altissime, ponderando la sua prestazione in una ipotetica via di mezzo tra il tipico cantato power e quello più prettamente metal e hard rock.
Un album consigliato a chi ama il metal e il power in poche parole, molto coinvolgente in tutta la sua interezza.

Recensore: Grimorio
Voto: 8/10

Tracklist:
1. Le Pharaon
2. Back Home
3. The Left Hand Joke
4. Where the Shame Lives 
5. I Am the Master 
6. Your Fall Will Come
7. Nest of Stone 
8. My Name 
9. Man from the East
10. The Weak Point
11. Final Revenge 
12. On October 5th (Wait and Hope) 
13. Montecristo

Line-up:
Massimo David - Bass
Jahn Carlini - Guitars
Manuel Menin - Guitars
Giorgio Peccenini - Keyboards
Stefano Sbrignadello - Vocals
Denis Novello - Drums

Links:
Bandcamp
Facebook
Homepage
Instagram
Spotify

Commenti

Post popolari in questo blog

PANDEMONIUM CARNIVAL "Pandemonium Carnival II" (Recensione)

Full-length, Ghost Record Label (2024) I Pandemonium Carnival rilasciano il secondo album dal titolo "Pandemonium Carnival II". Un lavoro che sicuramente catturerà senza fatica gli appassionati del classico e mai tramontante Punk Rock di stampo americano. Le aspettative per chi inizierà l'ascolto non saranno banali e neanche scontate come il genere proposto potrebbe far pensare. Nonostante la dicitura di "Horror" (da cui la definizione di Punk "Horror" Rock), la band romana riesce a dare colore e rendere vivace tutto l'ascolto spalmando nelle quattordici tracce che compongono l'album una bella dose di spessore tecnico e compositivo e senza neanche andare troppo per il sottile.  I Pandemonium Carnival sanno come dare vita e comporre canzoni pregevoli, eleganti e con il giusto e ben ponderato tiro. Forti sia per quanto concerne l’impatto emotivo che per quello pulsante, istintivo e prettamente caratteristico del punk rock. Il combo dei Pandemoniu...

LUCIO MANCA "Camaleontico" (Recensione)

Full-length, Independent (2024) Quarto album per il già noto bassista italiano Lucio Manca (Raven Lord, Jaded Star, Screaming Shadows, Dogmathica e Pino Scotto), che per questo progetto si accompagna ad altri validi musicisti, dando vita ad una mezz'oretta scarsa di grande musica progressiva, sia intesa nell'ambito rock che metal. "Camaleontico" è un disco che gode di una produzione notevole, i suoni sono grossi e limpidi ed esaltano in primo luogo il lavoro al basso dello stesso Lucio, ma al tempo stesso grande rilievo viene data alla sezione chitarristica che vede Lucio impegnato nella composizione ed esecuzione delle parti ritmiche, mentre quelle soliste sono state affidate al guest Eros Melis. Nell'album si parte con una canzone relativamente semplice, che infatti è stata anche scelta come primo singolo, ovvero "Moka". Si nota da subito che non vi sono parti cantate e questo aspetto rimarrà invariato per tutto il disco, offrendo quindi massimo spazio...

STORMWOLF "Voyager" (Recensione)

  Full-length, Nadir Music (2024) Questa band italiana propone un ottimo hard rock/heavy metal, con qualche puntatina nel power metal. Curiosa la scelta di realizzare un doppio album, nel vero senso del termine, perchè sembra proprio che la band, proprio in controtendenza ad un mercato che vuole tutto liquido e digitale, abbia realizzato un bel digipack contenente due cd: nel primo l'album in questione "Voyager" e relativi brani inediti. Nel secondo le cover di band come Iron Maidem Rose Tattoo, Accept e altri ancora. Tutto molto apprezzabile finora, ma com'è il disco? Beh, straordinario! L'entrata di una bella e brava cantante fa sempre la differenza in una band e qui è la stessa cosa con Irene Manca. Questa cantante riesce ad essere perfetta sia nei brano più melodic metal o hard rock che in quelli più heavy/power. Si passa quindi da stoccate come "Dark Shadows" o "Fury" ad altri brani dove l'aspetto più commerciale del metal viene a gall...