L’alternative rock italiano ha una storia ricca e stratificata, costruita nel tempo da band che hanno saputo unire ricerca sonora, attitudine e identità, lasciando un segno nel panorama underground e non solo. In questo solco si inseriscono i Noirnoise, che con " Plant Resilience " propongono una visione personale e viscerale del genere, fatta di contrasti emotivi e autenticità espressiva. Il loro debutto racconta un percorso umano prima ancora che musicale, trasformando esperienze condivise in un lavoro intenso e diretto. In questa intervista ci parlano della loro identità, del processo creativo e del significato dietro "Plant Resilience". 1. Ciao ragazzi e benvenuti su Italia Metal e Rock! Partiamo dal vostro debutto "Plant Resilience": che tipo di percorso vi ha portato fino a questo traguardo? "Plant Resilience" è il risultato di un lungo viaggio che ci ha portato a incontrare persone speciali: Francesco Palumbo e la sua Club Inferno Ent., ch...
Nel panorama underground italiano, gli Evoked Eclipse si affacciano con un debutto ambizioso e carico di intensità emotiva. Dietro il progetto troviamo Max Havler, mente e forza creativa della band, che con The Cries of Evil dà vita a un lavoro profondamente personale e ricco di sfumature. Non si tratta solo di un album, ma di un vero e proprio viaggio tra oscurità, esperienze vissute e sonorità che attraversano diversi territori del metal estremo. In questa intervista approfondiamo la nascita del progetto, le influenze e la visione artistica che ne definisce l’identità. 1. Ciao e benvenuto su Italia Metal e Rock! Raccontaci come nasce The Cries of Evil e quale percorso ti ha portato fino a questo debutto. Dopo lo scioglimento, anni fa, della mia prima band (Ophidian) e, successivamente, dopo aver realizzato un full album con la mia band successiva (Shrivel), ho voluto creare un disco che fosse perfetto sotto ogni aspetto, sia musicale che produttivo. Volevo un album capace di emozion...