In questa intervista, abbiamo il piacere di dialogare con Uruk-Hai, artista dietro il progetto one man band Omnia Malis Est. Con una musica che unisce ambient, metal estremo, sinfonico e orchestrale, Uruk-Hai esplora territori sonori spesso inesplorati, creando un viaggio immersivo e senza interruzioni. Di seguito, le sue risposte ci offrono uno sguardo approfondito sul processo creativo, le scelte artistiche e il significato dietro il suo album OME . 1. OME è un unico blocco sonoro di quasi un’ora. Quando hai deciso che non avrebbe avuto divisioni in tracce? Ho deciso di non dividerlo in tracce nel momento in cui ho capito che OME doveva essere, prima di tutto, un piccolo manifesto contro la fruizione distratta della musica. Oggi siamo abituati allo skipping selvaggio: pochi secondi, un giudizio sommario e via, alla ricerca del prossimo stimolo. Volevo che OME fosse esattamente l’opposto, quasi uno schiaffo in faccia a questa abitudine. L’opera nasce infatti come un flusso unico, pens...
Full-length, Metal Zone Italia (2025) Non è semplice inquadrare “Dark Signs” attraverso una sola etichetta, e forse è proprio questo il primo elemento da considerare. Gli Entropy partono da una matrice heavy metal piuttosto evidente, ma nel corso dei dieci brani inseriscono thrash, power, aperture melodiche e soluzioni più articolate, mantenendo una scrittura che raramente procede secondo il prevedibile schema strofa-ritornello-assolo. È il risultato di una band con una storia ormai ultratrentennale, ma soprattutto di una formazione che oggi sembra avere trovato un equilibrio particolarmente produttivo. Tre quarti degli Entropy attuali appartengono infatti alla formazione storica: Michele Antonio Coppola dietro la batteria, Marco Campassi al basso e Arnaldo “Al” Laghi alla voce. A completare il quartetto è Biagio Valenti, chitarrista già attivo nei Larsen, il cui ingresso ha avuto un peso evidente sulla costruzione del disco. La stessa band ha indicato nel suo lavoro di compositore e a...