Full-length, Metal Zone Italia (2025) Non è semplice inquadrare “Dark Signs” attraverso una sola etichetta, e forse è proprio questo il primo elemento da considerare. Gli Entropy partono da una matrice heavy metal piuttosto evidente, ma nel corso dei dieci brani inseriscono thrash, power, aperture melodiche e soluzioni più articolate, mantenendo una scrittura che raramente procede secondo il prevedibile schema strofa-ritornello-assolo. È il risultato di una band con una storia ormai ultratrentennale, ma soprattutto di una formazione che oggi sembra avere trovato un equilibrio particolarmente produttivo. Tre quarti degli Entropy attuali appartengono infatti alla formazione storica: Michele Antonio Coppola dietro la batteria, Marco Campassi al basso e Arnaldo “Al” Laghi alla voce. A completare il quartetto è Biagio Valenti, chitarrista già attivo nei Larsen, il cui ingresso ha avuto un peso evidente sulla costruzione del disco. La stessa band ha indicato nel suo lavoro di compositore e a...
Dietro le maschere degli Whatafuck c’è Davide Giorgi, musicista che ha costruito il proprio sound fondendo la new wave degli anni ’80 di Depeche Mode, New Order e Duran Duran con il metal moderno degli anni ’90 di Korn, Slipknot, Fear Factory e Machine Head. Con All My Faces , questa miscela prende forma in un album diretto, potente e melodico, dove groove, aggressività e atmosfere oscure convivono con testi ispirati a esperienze personali e suggestioni horror e fantasy. Abbiamo incontrato Giorgi per parlare della genesi del disco, delle sue influenze, del rapporto tra tecnica e feeling, della collaborazione con Marco Calabrese e, soprattutto, della direzione che gli Whatafuck intendono seguire in futuro. 1. Nella recensione di "All My Faces" abbiamo scritto che il disco “parte, colpisce e si mette comodo”, puntando immediatamente su groove, pesantezza, rabbia e melodia. Era esattamente questa l’intenzione quando hai iniziato a lavorare all’album oppure il risultato finale è ...