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Intervista ai MOTUS TENEBRAE

Con In Sorrow’s Requiem i Motus Tenebrae tornano dopo un lungo periodo di silenzio discografico, segnato da una lenta gestazione creativa e da una profonda fase di maturazione personale e sonora. Il risultato è un lavoro che non rincorre mode o compromessi, ma si concentra sull’essenza più autentica della band: un gothic doom diretto, essenziale e fortemente emotivo. In questa intervista, la band racconta il significato di questo ritorno, il rapporto con il proprio passato, l’evoluzione del processo compositivo e la volontà di mantenere una forte identità artistica, tra radici nel metal classico e aperture verso sfumature più personali e contemporanee. 1. Come nasce In Sorrow’s Requiem dopo un’attesa così lunga? In Sorrow’s Requiem nasce dall’esigenza di poter tornare a dire la nostra in ambito discografico, e i tanti anni di silenzio non sono stati un vuoto, ma un periodo di gestazione e di accumulo di forze, di vissuto e di inevitabili energie. Non abbiamo mai avuto l’ansia di dover...
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Intervista ai 30 DENARI

I 30 Denari raccontano la genesi e l’identità di “ Kindly Plotting For Riot ” come un equilibrio continuo tra impulso e costruzione, tra urgenza espressiva e lavoro di definizione sonora. Il disco nasce da un approccio viscerale e istintivo, ma si sviluppa attraverso un’attenta ricerca di forma, dinamiche e impatto fisico, con l’obiettivo di creare una musica che non sia solo ascoltata, ma vissuta. Tra elettronica e chitarre, densità sonora e tensione emotiva, riferimenti culturali e radici italiane, il progetto si muove in uno spazio in cui l’identità si costruisce per sottrazione e confronto, più che per imitazione. Il risultato è un lavoro compatto, diretto e stratificato, che riflette una visione precisa: trasformare il caos in linguaggio senza perdere l’istinto originario. 1. Kindly Plotting For Riot suona come qualcosa di viscerale e immediato: è nato di pancia o c’è stato un grande lavoro di costruzione dietro? “Kindly Plotting For Riot” è nato da un impulso molto istintivo: vol...

ETHEREAL FLAMES "Myths and Legends of Our Land" (Recensione)

Full-length, Sliptrick Records (2024) Con "Myths and Legends of Our Land" gli Ethereal Flames realizzano un debutto convincente che unisce power metal, heavy metal melodico e atmosfere sinfoniche in un viaggio attraverso miti, leggende e vicende storiche legate al territorio italiano. È un album che punta molto sul racconto e sull'immaginazione, trasformando ogni traccia in una storia da vivere oltre che da ascoltare. Fin dalle prime note di "Desperate Girl", la band mostra le proprie carte: riff energici, melodie immediate e un approccio diretto che riesce a catturare l'attenzione senza perdersi in inutili virtuosismi. L'album trova poi alcuni dei suoi momenti migliori in "Restless Knight", brano dinamico e avventuroso, e nella suggestiva "The Queen Sibilla", che rappresenta perfettamente l'anima epica del disco. Anche "Pilato's Lake", posta in chiusura, lascia una sensazione positiva grazie alle sue atmosfere oscur...

DISCORDANCE "Viscere" (Recensione)

Full-length, Great Dane Records (2026) C’è qualcosa che si agita sotto la superficie di "Viscere". Non è solo rumore, non è solo brutalità: è una mutazione lenta, sporca, quasi scomoda da guardare. I Discordance non stanno più semplicemente suonando death metal tecnico come prima — stanno cambiando pelle, e non lo fanno in modo pulito. Qui la furia si ritira di mezzo passo. Non scompare, ma smette di essere l’unica legge. Il disco respira di più, ma è un respiro corto, nervoso. I mid-tempo diventano ossatura, la velocità non è più il centro del discorso. È come se la band avesse deciso di togliere parte della carne per lasciare più spazio all’ombra. I pezzi — "Notte", "Bellezza", "Abisso", "Entità", "Stelle" — non si comportano come singole tracce: sembrano pezzi dello stesso blocco nero, scolpito a colpi lenti. Le chitarre di Gibo non cercano più il virtuosismo continuo, ma riff pesanti, ripetuti, quasi rituali. Il basso di Z...

Intervista ai DEATH DIES

Con il loro approccio diretto e profondamente legato alla tradizione dell’heavy metal estremo, la band continua a portare avanti una visione autentica della musica, fatta di istinto, lavoro collettivo e passione genuina, come dimostra il nuovo album " Maledicti In Aeternvm ". In questa intervista Demian De Saba, batterista della band, ci ha raccontato il processo creativo dietro il nuovo lavoro, il rapporto tra improvvisazione e arrangiamento e l’importanza di mantenere vivo uno spirito “vecchia maniera” nel modo di comporre e vivere la band. 1. In che modo è cambiato il vostro approccio alla scrittura rispetto ai lavori precedenti? Ciao e grazie per lo spazio che ci concedi. In questo disco tutte le canzoni sono state scritte da Samael (eccetto l'ultima, “Destroyer”, che è la ri-registrazione di un brano che scrissi per il nostro debutto “The Sound of Demons”), per cui il disco si presenta piuttosto compatto e coerente. Non è stata una scelta fatta a tavolino: Samael sta...

MOTUS TENEBRAE "In Sorrow’s Requiem" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2026) Dopo un silenzio durato quasi dieci anni, i Motus Tenebrae tornano con "In Sorrow’s Requiem", un album che non cerca di reinventare il doom gothic metal, ma di restituirgli peso emotivo, atmosfera e autenticità. Ed è proprio questa la forza principale del disco: la consapevolezza. La band sa perfettamente cosa vuole essere e, soprattutto, cosa non vuole diventare. Fin dalle prime tracce, "In Sorrow’s Requiem" si presenta come un lavoro compatto, monolitico, costruito per trascinare l’ascoltatore in un viaggio lento e soffocante, senza concedere reali vie di fuga. Non c’è alcuna rincorsa alle mode moderne né alla contaminazione forzata: i Motus Tenebrae restano fedeli alle coordinate storiche del genere, guardando apertamente alla lezione di Paradise Lost e My Dying Bride, ma senza scadere nella semplice imitazione nostalgica. Il disco vive di stratificazioni emotive più che di tecnicismi. Gli arrangiamenti lavorano in sottrazione...

30 DENARI "Kindly Plotting For Riot" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2026) Con “Kindly Plotting For Riot”, i 30 Denari mettono sul tavolo un debutto che si muove dentro il post-punk e l’industrial senza sembrare una copia di qualcosa già sentito mille volte. Non è un disco che punta alla perfezione o alla pulizia: lavora più sulla sensazione di pressione continua, come se tutto fosse sempre sul punto di cedere. Le influenze si riconoscono abbastanza chiaramente — certe atmosfere dark, un gusto per il ritmo ossessivo, qualche richiamo a sonorità industrial e noise — ma la band non si limita a riprenderle. Le rielabora in modo personale, costruendo un suono compatto, a tratti ruvido, che sembra più interessato a creare un clima che a mettere in fila singoli momenti “memorabili”. Dal punto di vista dei testi, il disco resta coerente con questa direzione. Non ci sono grandi slogan o frasi pensate per colpire subito, ma una sensazione diffusa di disagio e fatica che attraversa tutto il lavoro. I brani sembrano più delle fotog...