Con il loro approccio diretto e profondamente legato alla tradizione dell’heavy metal estremo, la band continua a portare avanti una visione autentica della musica, fatta di istinto, lavoro collettivo e passione genuina, come dimostra il nuovo album " Maledicti In Aeternvm ". In questa intervista Demian De Saba, batterista della band, ci ha raccontato il processo creativo dietro il nuovo lavoro, il rapporto tra improvvisazione e arrangiamento e l’importanza di mantenere vivo uno spirito “vecchia maniera” nel modo di comporre e vivere la band. 1. In che modo è cambiato il vostro approccio alla scrittura rispetto ai lavori precedenti? Ciao e grazie per lo spazio che ci concedi. In questo disco tutte le canzoni sono state scritte da Samael (eccetto l'ultima, “Destroyer”, che è la ri-registrazione di un brano che scrissi per il nostro debutto “The Sound of Demons”), per cui il disco si presenta piuttosto compatto e coerente. Non è stata una scelta fatta a tavolino: Samael sta...
Full-length, My Kingdom Music (2026) Dopo un silenzio durato quasi dieci anni, i Motus Tenebrae tornano con "In Sorrow’s Requiem", un album che non cerca di reinventare il doom gothic metal, ma di restituirgli peso emotivo, atmosfera e autenticità. Ed è proprio questa la forza principale del disco: la consapevolezza. La band sa perfettamente cosa vuole essere e, soprattutto, cosa non vuole diventare. Fin dalle prime tracce, "In Sorrow’s Requiem" si presenta come un lavoro compatto, monolitico, costruito per trascinare l’ascoltatore in un viaggio lento e soffocante, senza concedere reali vie di fuga. Non c’è alcuna rincorsa alle mode moderne né alla contaminazione forzata: i Motus Tenebrae restano fedeli alle coordinate storiche del genere, guardando apertamente alla lezione di Paradise Lost e My Dying Bride, ma senza scadere nella semplice imitazione nostalgica. Il disco vive di stratificazioni emotive più che di tecnicismi. Gli arrangiamenti lavorano in sottrazione...