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Intervista: FRUSTRATION

Con il nuovo album Vision of Infinite Tortures , i Frustration tornano a esplorare i territori più oscuri e tormentati della mente umana. Il disco rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione della band, capace di fondere diverse influenze estreme — dal Death Metal al Doom, fino a ritmi più ruvidi di matrice Punk-Crust — in un lavoro intenso, diretto e ricco di sfumature. Tra atmosfere soffocanti, conflitti interiori e visioni disturbanti, il gruppo costruisce un viaggio sonoro che affonda nelle paure e nelle contraddizioni dell’animo umano. Abbiamo parlato con la band per approfondire la genesi dell’album, il processo creativo e le prospettive future dei Frustration. 1. Il vostro nuovo album Vision of Infinite Tortures ha un’atmosfera molto intensa e oscura: qual è stata l’idea iniziale che ha dato origine al disco? L’idea infatti era proprio quella di ritornare alle origini ripercorrendo tutto quello che la band ha fatto finora e in base a quello che ci circonda e ci ha influenzato...
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FRUSTRATION “Vision of Infinite Tortures” (Recensione)

Full-length, Nova Era Records (2026) Con Vision of Infinite Tortures i Frustration tornano a colpire con un disco che sembra nascere direttamente dalle viscere dell’underground più oscuro. Niente compromessi, niente ammiccamenti moderni: solo metal estremo suonato con l’intenzione di trascinare l’ascoltatore in un viaggio claustrofobico tra brutalità sonora e abissi psicologici. La band sceglie consapevolmente di tornare alle proprie radici, ma lo fa senza limitarsi a una semplice operazione nostalgia. Piuttosto, questo nuovo lavoro appare come una sintesi brutale di tutto ciò che i Frustration hanno costruito negli anni, spingendo ancora più a fondo nel lato oscuro della loro identità musicale. Il motore dell’album resta un Death Metal ruvido e diretto, ma il quadro si arricchisce di rallentamenti doom soffocanti e improvvise accelerazioni dal sapore punk-crust che spezzano la tensione con violenza quasi istintiva. I riff sono affilati e taglienti, costruiti per colpire senza troppi g...

PAVIC "Live To Thrive" (Recensione)

Full-length, Independent (2026) Entrare in Live To Thrive dei PAVIC è come salire su un’onda inarrestabile di energia: ti cattura subito, ti scuote e non ti lascia andare fino all’ultima nota. Questo album del 2026 non è solo una collezione di brani, ma una vera dichiarazione di resistenza e voglia di vivere, un invito a trasformare le difficoltà in forza. La title-track dà subito il tono: riff incandescenti, batteria che pulsa come un cuore in corsa e una voce che trasmette determinazione e passione. Ogni canzone è una tappa di un viaggio emotivo. Save You From Yourself ti prende per mano e ti trascina in un vortice di chitarre e melodie memorabili, mentre One Of These Days rallenta il ritmo, lasciando spazio a synth eterei e a un canto più intimo, quasi confidenziale, che ti fa sentire la fragilità nascosta dietro la grinta. I testi non sono banali slogan motivazionali: parlano di lotta, di caos, di scelte difficili e di resilienza, intrecciandosi con la musica e amplificando il mess...

EVOKED ECLIPSE "The Cries of Evil" (Recensione)

Full-length, Club Inferno Ent. (2026) Con “The Cries Of Evil” gli Evoked Eclipse si collocano in quella terra di confine dove doom, gothic e black metal melodico si intrecciano in un linguaggio carico di suggestione. Il progetto guidato da Max Havler nasce con l’intenzione dichiarata di recuperare un’estetica tipicamente anni Novanta, richiamando alla memoria le atmosfere malinconiche di Anathema, Katatonia e Tiamat, senza trascurare l’impatto più tagliente del black scandinavo alla Dissection o Naglfar. Al di là dei riferimenti – inevitabili ma ingombranti – il disco si distingue per una forte coerenza atmosferica. Non è un lavoro costruito per stupire con soluzioni tecniche ardite o con bruschi cambi di rotta: qui conta l’immersione. Le composizioni si muovono lungo coordinate oscure e rituali, privilegiando l’intenzione espressiva rispetto alla complessità fine a sé stessa. L’effetto complessivo è quello di un flusso compatto, privo di reali dispersioni, che accompagna l’ascoltatore...

Intervista ai CYRAX

I Cyrax sono una band milanese attiva da molti anni nella scena prog rock e metal. Hanno appena pubblicato un nuovo ep intitolato " Aeneis: Libri I-IV " che sta ricevendo ottimi consensi e si proiettano al futuro con nuove uscite discografiche e un videoclip appena pubblicato per il brano "Liber II: Infandum Regina. Risponde alle nostre domande Lorenzo Beltrami, batterista, ma anche colui che è artefice di gran parte della composizione ed esecuzione della parte strumentale di questo lavoro. Ne parliamo con lui! 1. Ciao, presenta la band Cyrax ai nostri lettori! Ciao e grazie per l'invito, è un piacere! I Cyrax sono la creatura di Marco Cantoni, cantante, che nel 2012 decide di avviare un nuovo progetto con l'obiettivo di creare musica nuova e "diversa". Nel corso degli anni la band ha visto susseguirsi diversi componenti che hanno portato sempre qualcosa di nuovo alla musica del progetto, e in dieci anni sono stati pubblicati quattro dischi ed un Ep, ol...

NOIRNOISE "Plant Resilience" (Recensione)

Full-length, Club Inferno Entertainment (2026) Dopo l’EP di due anni fa, i Noirnoise hanno pubblicato il 30 gennaio 2026 il loro primo album ufficiale, “Plant Resilience”, per Club Inferno Entertainment, costola più orientata al rock e all’alternative della nota My Kingdom Music. Con questo debutto sulla lunga distanza, la band italiana conferma la propria identità nel panorama alternative rock, mescolando sonorità noise, indie, stoner, garage e post-punk, pur con la dark wave presente solo come lieve suggestione. Il tratto distintivo del disco resta la voce di Mauro Lupano, calda e vissuta, con un’impronta blues che permea gran parte dell’album e lo distingue dalla maggior parte delle realtà alternative contemporanee. In effetti, il sound dei Noirnoise richiama alcune delle esperienze più intense dell’indie italiano come Verdena o Afterhours, ma anche l’energia ruvida di band internazionali come Pixies, The Smashing Pumpkins di Siamese Dream e certe atmosfere dei Dinosaur Jr.. Le chit...

TEZZA F. "Echoes From The Winter Silence" (Recensione)

Full-length, Elevate Records (2025) Con “Echoes From The Winter Silence”, quarto lavoro in studio del progetto Tezza F., Filippo Tezza prosegue con coerenza il proprio percorso solista, rimanendo ancorato al linguaggio del power metal ma cercando al contempo di arricchirlo con atmosfere più cupe e introspettive. Pubblicato a metà settembre da Elevate Records, l’album si compone di otto brani per una durata complessiva di poco inferiore ai 52 minuti: niente intro riempitive, ma tracce strutturate e di ampio respiro, scelta che testimonia ambizione compositiva e desiderio di andare oltre l’immediatezza più canonica del genere. Fin dall’apertura, affidata a “For A New Hope”, emerge una melodia luminosa, quasi dal sapore natalizio, che tuttavia convive con un sottile velo di malinconia. In coppia con “The Shining Path”, il brano inaugura il disco con un power metal dinamico e trascinante, fatto di riff serrati, doppia cassa e ritornelli memorabili. Qui Tezza si muove in territori affini a ...