Full-length, Northern Darkness Records (2026) Mettere su "Kenòs" è come infilarsi in un vicolo senza lampioni sapendo già che qualcuno ti aspetta dietro l'angolo. Gli Azrath-11 non perdono tempo a fare i simpatici: ti spalancano davanti un muro di death/black metal che ringhia, graffia e non ha alcuna intenzione di chiedere il permesso. Qui la tecnica c'è, eccome, ma non viene mai sbandierata come il classico trofeo da musicista. È una lama nascosta nel guanto. La senti quando i riff cambiano pelle nel giro di pochi secondi, quando la batteria sembra voler asfaltare qualsiasi cosa trovi davanti e quando il basso continua a spingere come un motore truccato lanciato in discesa. Tutto gira con una precisione quasi inquietante, ma senza perdere quella sensazione di caos che rende il disco vivo. La vera forza di "Kenòs" è che non ti concede un punto d'appoggio. Ogni volta che credi di aver capito dove vuole andare, gli Azrath-11 cambiano direzione e ti lascia...
Full-length, Nadir Music (2026) Una scarica di elettricità malata, un rumore metallico che arriva da un ambiente industriale in decomposizione, una tensione che non lascia mai completamente respirare. "De Reptilium Arcanis" è questo: un concentrato di rabbia, disagio e sperimentazione che porta ancora una volta gli Infection Code su territori dove il confine tra uomo e macchina, violenza e controllo, caos e precisione diventa sempre più sottile. La band piemontese non ha mai seguito la strada più semplice e anche questa volta sceglie di proporre un lavoro lontano dalle formule più prevedibili del metal estremo. In poco meno di mezz'ora gli Infection Code condensano la loro essenza, costruendo un muro sonoro fatto di riff taglienti, ritmiche martellanti e atmosfere industriali che sembrano provenire da un futuro decadente. Thrash, death metal ed elettronica si fondono in un linguaggio personale, riconoscibile e soprattutto coerente con la storia del gruppo. Il bello di ...