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CYRAX "Aeneis: Libri I-IV" (Recensione)

EP, Broken Bones Promotion & Productions (2026) Ma che bello sentire band che se ne fregano delle mode, dei paletti, e che non vogliono a nessun costo suonare la musica di altri! Lo stile dei Cyrax è solo lo stile dei Cyrax, e questo loro nuovo ep ne è la più pura dimostrazione. Ma partiamo dall'inizio. La band con questo primo ep dà il via ad un qualcosa di ambizioso, ovvero promettendo di chiudere il concept legato all'Eneide di Virgilio con altri due ep che usciranno successivamente.  La formazione dei Cyrax, ora composta dal duo Mario Cantoni (reparto vocale) e Lorenzo Beltrami (batteria e altri strumenti) parte a razzo con quello che è, ad ora, il primo singolo estratto da questo ep, ovvero "Liber I – Resurgere Troiae (Regna)", forse il brano più prettamente metal del lotto, baciato da una inventiva fuori dal comune, ma al tempo stesso, come dicevamo, molto duro nell'impostazione sonora e che tira mazzate a destra e a manca, ma mai mancando della componen...
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WILLY WONKA WAS WEIRD ”Riflesso” (Recensione)

Full-length, Karma Filed Records (2025) Non conoscevamo Willy Wonka Wa Weird e non sappiamo molto del passato di questo progetto. Quello che è certo, però, è che questo "Riflesso" colpisce nel segno, con dei suoni che ormai sono più che vintage, ma quasi antiquati per alcuni. Poveri noi, che ci siamo visti passare gli ultimi 35 anni circa davanti come niente fosse e non ci accorgiamo dei progressi tecnici degli ulti decenni (1991-2026), e nei quali è capitato un po' tutto nel rock! Soprattutto in quegli anni Novanta, dove le sonorità abrasive e l'indole punk tornava a galla con tante band che venivano catalogate come indie, alternative, grunge, stoner...Insomma c'era l'imbarazzo della scelta, ma si pescava quasi sempre bene da quei generi. In realtà noi pensiamo che tutto nè nasce nè muore, ma è solo volere dei media e dell'industria musicale spingere più generi rispetto ad altri ad intervalli ciclici. Anche il cosiddetto hard rock o glam rock non è mai mo...

VII Vitium "VII Vitium" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music (2025) Progetto tanto dark quanto interessante, questo dei VII Vitium! Abbiamo tre musicisti già un po' noti del nostro panorama (sempre dark rock) quali: Daniele Laurenti, voce e chitarra (Kryhum), Giampi Tomezzoli, basso e tastiere (Kryuhm, Epitaph), e Daniele Pedrollo, batteria (Kayleth).  Questi tre veterani della nostra scena italica hanno dato una forma al loro amore per l'occult/dark rock degli anni Settanta, e quindi quello che vi troverete ad ascoltare in questo loro primo album è una sorta di rivisitazione di quello stile, molto influente, tutto italiano (Paul Chain su tutti), ma registrato con suoni abbastanza moderni e quindi un po' lontani da quella che sarebbe potuta essere la classica "scopiazzatura" di cose che qualcuno ha già fatto bene e con lo stile degli anni in cui si facevano certe produzioni. "VII Vitium" è un disco anche sperimentale volendo, ha un forte potere magnetico e in alcuni pezzi le voci cerc...

Intervista ai VII VITIUM

I VII Vitium sono tre musicisti italiani che hanno deciso di proporre un suono dark e sperimentale. Tutti e tre provengono da altre band già più o meno affermate della scena doom/stoner/dark italiana, ma debuttano coi VII Vitium sul finire del 2025, firmando per My Kingdom Music. Ve li presentiamo con questa intervista.  1. Ciao, presentate la vostra band ai nostri lettori! Ciao, "VII Vitium" è di fatto un concept. Il progetto si pone come obiettivo di esplorare il mondo del peccato dell’insegnamento cristiano e di offrire una personale visione dei Sette Vizi Capitali. Da questa tematica nasce il nome, appunto "VII Vitium". Siamo riusciti a coinvolgere molti artisti del panorama del dark sound e non solo italico: John Goldfinch (Impero delle Ombre ), Joe Fè (Cultus Sanguine), Sandra Silver (Paul Chain Violet Theatre), Alessandra Trinity Bersiani (La Grazia Obliqua), Dario Vicariotto (IV Sigillo), David Cremoni, Luca Gregori (Darkend), che con grande entusiasmo hann...

BEFORE THE GLOW "Black Rose" (Recensione)

Full-length, Independent (2026) Siccome avevamo recensito l'ultimo album dei Dramanduhr, abbiamo accolto con piacere la richiesta di poter recensire questa nuova incarnazione del musicista siciliano Stefano Eliamo. I Before The Glow rappresentano la parte più tranquilla ed emozionale di questo artista. Questo nuovo album, intitolato "Black Rose" mostra un musicista davvero in grado di gestire il rock generico e alternativo nel migliore dei modi. Tanti gli umori che costituiscono questi brani, tante note che seppur vagamente solari nascondono anche una certa malinconia di fondo. Ascoltate ad esempio "Dark Highway" o "Chocolate" per capire quanto in profondità questo artista riesce ad andare. La sua voce, davvero una sorpresa se paragonata a quella dei Dramanduhr, è calda e molto melodica e sa come elevare ogni singola nota a qualcosa di speciale. I pezzi potrebbero essere descritti come spaccati di un diario interiore dell'artista, che si mette a nu...

RED MASQUERADE "Lost Days" (Recensione singolo)

Single, Independent (2025) Un singolo è forse poco per capire esattamente dove andrà a parare il futuro di una band, ma nel caso dei Red Masquerade diciamo che abbiamo tutti gli elementi per pensare che il taglio col passato è stato netto. Partiti come symphonic metal band con inflessioni prog, in questo e dopo un album e molte esperienze live interessanti (tra cui il Milady Metalfest, il Wings of Bea, apertura ai Flashgod Apocalipse, ecc.) in questo 2025 immettono sul mercato un nuovo singolo e videoclip per la traccia "Lost Days". In questo pezzo la componente progressive sembra prendere il sopravvento su quella symphonic, anzi, quest'ultima è proprio assente. Abbiamo un utilizzo di chitarre dai toni ribassati, un basso pulsante, una voce femminile ottima che si muove sinuosa e minacciosa su un metal moderno e innovativo. Le trame sono complesse ma sicuramente anche di impatto, la componente groove è quella che spicca di più, come un senso di oscurità che pervade il b...

DISEASE ILLUSION "Plastic Ocean" (Recensione)

Full-length, Independent (2024) Il melodic death metal è uno dei generi che più è stato investito da sperimentazioni varie nei suoi trenta e passa anni di esistenza. Basti pensare a come il genere era nato e a come è stato più volte rimaneggiato dai vari Drak Tranqullity, Soilwork e In Flames, tanto per citare i nomi più noti. Anche i nostrani Disease Illusion con questo "Plastic Ocean" evidentemente non ci stanno a rimanere ancorati al passato, e danno una loro interpretazione di questo genere, che non per forza è in linea con le band che abbiamo appena citato. Quello proposto dai Disease Illusion in questo album forse non è neanche melodic death metal, ma piuttosto un metal molto moderno con influssi sia "melodeath", che nu metal, che metalcore. A parte questi generi, non è raro sentire riff che richiamano l'operato di band come Periphery, Architects o Deftones. Sicuramente sono state usate accordature speciali in questo disco e/o chitarre a sette ed otto cord...