Con In Sorrow’s Requiem i Motus Tenebrae tornano dopo un lungo periodo di silenzio discografico, segnato da una lenta gestazione creativa e da una profonda fase di maturazione personale e sonora. Il risultato è un lavoro che non rincorre mode o compromessi, ma si concentra sull’essenza più autentica della band: un gothic doom diretto, essenziale e fortemente emotivo. In questa intervista, la band racconta il significato di questo ritorno, il rapporto con il proprio passato, l’evoluzione del processo compositivo e la volontà di mantenere una forte identità artistica, tra radici nel metal classico e aperture verso sfumature più personali e contemporanee. 1. Come nasce In Sorrow’s Requiem dopo un’attesa così lunga? In Sorrow’s Requiem nasce dall’esigenza di poter tornare a dire la nostra in ambito discografico, e i tanti anni di silenzio non sono stati un vuoto, ma un periodo di gestazione e di accumulo di forze, di vissuto e di inevitabili energie. Non abbiamo mai avuto l’ansia di dover...
I 30 Denari raccontano la genesi e l’identità di “ Kindly Plotting For Riot ” come un equilibrio continuo tra impulso e costruzione, tra urgenza espressiva e lavoro di definizione sonora. Il disco nasce da un approccio viscerale e istintivo, ma si sviluppa attraverso un’attenta ricerca di forma, dinamiche e impatto fisico, con l’obiettivo di creare una musica che non sia solo ascoltata, ma vissuta. Tra elettronica e chitarre, densità sonora e tensione emotiva, riferimenti culturali e radici italiane, il progetto si muove in uno spazio in cui l’identità si costruisce per sottrazione e confronto, più che per imitazione. Il risultato è un lavoro compatto, diretto e stratificato, che riflette una visione precisa: trasformare il caos in linguaggio senza perdere l’istinto originario. 1. Kindly Plotting For Riot suona come qualcosa di viscerale e immediato: è nato di pancia o c’è stato un grande lavoro di costruzione dietro? “Kindly Plotting For Riot” è nato da un impulso molto istintivo: vol...