Con il nuovo album Vision of Infinite Tortures , i Frustration tornano a esplorare i territori più oscuri e tormentati della mente umana. Il disco rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione della band, capace di fondere diverse influenze estreme — dal Death Metal al Doom, fino a ritmi più ruvidi di matrice Punk-Crust — in un lavoro intenso, diretto e ricco di sfumature. Tra atmosfere soffocanti, conflitti interiori e visioni disturbanti, il gruppo costruisce un viaggio sonoro che affonda nelle paure e nelle contraddizioni dell’animo umano. Abbiamo parlato con la band per approfondire la genesi dell’album, il processo creativo e le prospettive future dei Frustration. 1. Il vostro nuovo album Vision of Infinite Tortures ha un’atmosfera molto intensa e oscura: qual è stata l’idea iniziale che ha dato origine al disco? L’idea infatti era proprio quella di ritornare alle origini ripercorrendo tutto quello che la band ha fatto finora e in base a quello che ci circonda e ci ha influenzato...