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Intervista ai NOIRNOISE


L’alternative rock italiano ha una storia ricca e stratificata, costruita nel tempo da band che hanno saputo unire ricerca sonora, attitudine e identità, lasciando un segno nel panorama underground e non solo. In questo solco si inseriscono i Noirnoise, che con "Plant Resilience" propongono una visione personale e viscerale del genere, fatta di contrasti emotivi e autenticità espressiva. Il loro debutto racconta un percorso umano prima ancora che musicale, trasformando esperienze condivise in un lavoro intenso e diretto. In questa intervista ci parlano della loro identità, del processo creativo e del significato dietro "Plant Resilience".

1. Ciao ragazzi e benvenuti su Italia Metal e Rock! Partiamo dal vostro debutto "Plant Resilience": che tipo di percorso vi ha portato fino a questo traguardo?
"Plant Resilience" è il risultato di un lungo viaggio che ci ha portato a incontrare persone speciali: Francesco Palumbo e la sua Club Inferno Ent., che ci ha permesso di pubblicare il nostro primo EP "Noirnoise" e il nostro primo album; Giuseppe “Buzz” Nicolò e il suo Lost Soul Studio, che ha effettuato un ottimo lavoro di mastering; e Flavio Nequam Porrati, che ha curato le splendide grafiche del disco. Ma è soprattutto un viaggio condiviso da ogni elemento dei Noirnoise.

2. Il titolo dell’album è molto evocativo: cosa rappresenta per voi il concetto di “resilienza” e come si riflette nei brani?
Abbiamo inserito nel booklet una frase di C.G. Jung che rappresenta perfettamente questo concetto: “La chioma di un albero non può raggiungere il paradiso senza che le sue radici abbiano raggiunto l’inferno”. È necessario attraversare il buio per poter conoscere e apprezzare la luce. La resilienza è la forza e il coraggio di attraversare quel buio. In fondo, "Plant Resilience" è proprio questo: un albero dannatamente resiliente che abbiamo piantato insieme e che continua a crescere nonostante le difficoltà. Un albero che perde i propri rami, che viene colpito dalle tempeste ma che continua a germogliare e a fiorire. Quell’albero siamo noi. Quell’albero è "Noirnoise".

3. Come descrivereste l’identità sonora dei Noirnoise a chi vi ascolta per la prima volta?
La nostra identità è istintiva e brutale, come le emozioni che si trasformano in musica. I suoni sono volutamente “raw”, crudi. Le dinamiche alternano momenti riflessivi e malinconici a esplosioni di rabbia o gioia. Per noi la musica è un’arte estremamente nobile che consente di trasformare le emozioni in qualcosa di espressivo e creativo. L’attitudine e la visione condivisa tra i membri della band rendono questo processo naturale, e crediamo che emerga chiaramente nell’album.

4. Quanto è cambiato il vostro modo di comporre rispetto agli inizi? Avete trovato una formula definitiva o siete ancora in evoluzione?
Non crediamo che il nostro processo creativo sia cambiato in modo sostanziale. Siamo fortunati ad avere un nostro spazio in cui basta entrare e iniziare a suonare. Le idee nascono in modo spontaneo, tra musica, birra, racconti, risate e momenti difficili. Prima viene il concetto di gruppo, di amici, e poi quello di band. Se questa identità funziona, le idee arrivano naturalmente.


5. Quali sono le band o gli artisti che hanno maggiormente influenzato il vostro sound alternative rock?
Ogni componente ha un background diverso: dalla new wave e dark anni ’80 al grunge anni ’90, dalla psichedelia anni ’60/’70 all’hard rock. Potremmo citare Soundgarden, Dinosaur Jr., Pearl Jam, Sonic Youth e molti altri. Si tratta più di attitudine che di influenze dirette: tutto ciò che ci emoziona può influenzarci. Non cerchiamo di imitare nessuno, ma di essere semplicemente Noirnoise, creando qualcosa di personale e contaminato.

6. Parliamo del processo creativo: nasce prima la musica o il testo? Lavorate principalmente in sala prove o condividete idee anche a distanza?
Non esiste una regola precisa. Portiamo in sala prove le nostre emozioni e il resto nasce spontaneamente. Siamo una band old school e lavoriamo con metodi tradizionali, senza condividere idee a distanza. La sala prove è il nostro regno, ed è lì che nascono i brani. L’approccio è “live” e ogni membro è libero di esprimersi, creando una contaminazione musicale che troviamo davvero bellissima.

7. Com’è stata l’esperienza in studio di registrazione? Avete incontrato difficoltà o momenti particolarmente significativi durante la produzione di "Plant Resilience"?
Registrare è stato come vivere un’altra esperienza nel nostro spazio condiviso. Avevamo una visione estremamente chiara del risultato finale, quindi tutto è stato molto naturale, senza intoppi. Volevamo un approccio crudo e diretto, con poche sovraincisioni, per evitare un risultato troppo artefatto. Crediamo di esserci riusciti.

8. Come vedete oggi la scena alternative rock in Italia? Vi sentite parte di un movimento o vi considerate più indipendenti rispetto al panorama attuale?
La scena ci sembra piuttosto asfittica, soffocata da prodotti “usa e getta” legati alle mode del momento. Molte proposte sono costruite a tavolino e lasciano poco spazio a contenuti autentici. Non ci sentiamo parte di un movimento, perché oggi non sembra esisterne uno vero. Esistono singole realtà che cercano di emergere, ma con risultati spesso limitati. I locali prediligono cover band e tributi, e anche certi format musicali contribuiscono a questa situazione. Siamo piuttosto pessimisti sul futuro dell’alternative rock.

9. Avete già in programma concerti o un tour per portare "Plant Resilience" dal vivo nel 2026?
Abbiamo già suonato la data zero al Vicolo Schilke di Vercelli e stiamo programmando nuove date per la tarda primavera e l’estate. Crediamo di essere una band che dal vivo riesce a dare il meglio, perché l’interazione con il pubblico porta il nostro messaggio a un livello superiore. Si crea un flusso continuo di energia tra palco e platea che rende tutto molto intenso.

10. Grazie per la disponibilità! Volete lasciare un messaggio ai lettori di Italia Metal e Rock e a chi scoprirà ora i Noirnoise?
Date una possibilità ai Noirnoise: ascoltate "Plant Resilience" e venite a sentirci dal vivo. Pensiamo di poter essere una bella sorpresa per molti di voi. In fondo, la vita insegna che spesso vale la pena rischiare. Un abbraccio a Italia Metal e Rock e a tutti i suoi lettori. Ci vediamo in giro per fare un sacco di rumore insieme.


Links:
Contacts Band – Noirnoise: http://www.facebook.com/
Noirnoise Band management - CLUB INFERNO www.mykingdommusic.net/club-inferno
Promotional Agency - CLUB INFERNO www.mykingdommusic.net/club-inferno



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