Passa ai contenuti principali

30 DENARI "Kindly Plotting For Riot" (Recensione)


Full-length, My Kingdom Music
(2026)

Con “Kindly Plotting For Riot”, i 30 DENARI mettono subito in chiaro una cosa: non è un disco che cerca di piacere a tutti, ma uno che vuole lasciare il segno. E, nel bene e nel male, ci riesce.

Il suono è denso, stratificato, spesso quasi opprimente, costruito su un equilibrio ben calibrato tra elettronica cupa e impatto fisico da band vera. Le influenze si sentono — da certo post-punk classico alla Nine Inch Nails — ma non risultano mai un semplice esercizio di stile. Qui c’è un’identità precisa, riconoscibile, che si muove con sicurezza tra tensione industriale e malinconia new wave.

I brani scorrono come un flusso coerente, più che come singoli episodi isolati. Tracce come “Modern Era Working Class” e “Judgment Day” impostano subito il tono: freddo, tagliente, senza compromessi. Quando arrivano le collaborazioni, come in “The Horizon”, il disco si apre leggermente, aggiungendo sfumature senza snaturarsi. È un buon modo per evitare la monotonia, anche se in alcuni momenti si ha la sensazione che certe soluzioni sonore vengano ripetute un po’ troppo.

Il punto forte resta l’atmosfera: un senso costante di disagio, di pressione sociale, che si riflette sia nei testi che negli arrangiamenti. Il concept è chiaro e coerente, e affronta temi tutt’altro che leggeri — conformismo, alienazione, perdita di identità — senza scadere nella retorica. Tuttavia, proprio questa coerenza a volte gioca contro il disco: verso la seconda metà, la compattezza rischia di trasformarsi in una certa uniformità emotiva, che può appesantire l’ascolto.

Dal punto di vista della produzione, il lavoro fatto da Ivan Moni Bidin è solido: il suono è potente, definito, e riesce a valorizzare ogni elemento senza sacrificare l’impatto complessivo. Nulla è lasciato al caso, anche se una maggiore dinamica in alcuni passaggi avrebbe reso il tutto ancora più incisivo.

In definitiva, “Kindly Plotting For Riot” è un disco che non cerca scorciatoie. È cupo, diretto, a tratti spigoloso, ma proprio per questo autentico. I 30 DENARI dimostrano di avere una visione chiara e il coraggio di portarla avanti senza compromessi. Qualche limatura qua e là avrebbe potuto renderlo ancora più efficace, ma resta un lavoro forte, coerente e decisamente sopra la media della scena.

Eleonora V.

Tracklist: 
1. Modern Era Working Class 
2. Judgment Day 
3. The Horizon (ft. Rykarda Parasol) 
4. Colpiscimi 
5. Traitor (ft. Federica Lee Querizia Garenna) 
6. Il Maleficio 
7. Get Used To It (ft. Numa Echos) 
8. Caro Nemico 
9. Mirame A La Cara 
10. Survive Alone 
11. Mestre Bahnhof Central 

Line Up: 
Crez - voice 
Zuzu - guitars / keyboards 
Agostino - bass 
Lorenzo - drums 

Special guests: 
Rykarda Parasol: female voice on 3 
Federica Lee Querizia Garenna: female voice on 5 
Numa Echos: female voice on 7

Links:


Commenti

Post popolari in questo blog

PANDEMONIUM CARNIVAL "Pandemonium Carnival II" (Recensione)

Full-length, Ghost Record Label (2024) I Pandemonium Carnival rilasciano il secondo album dal titolo "Pandemonium Carnival II". Un lavoro che sicuramente catturerà senza fatica gli appassionati del classico e mai tramontante Punk Rock di stampo americano. Le aspettative per chi inizierà l'ascolto non saranno banali e neanche scontate come il genere proposto potrebbe far pensare. Nonostante la dicitura di "Horror" (da cui la definizione di Punk "Horror" Rock), la band romana riesce a dare colore e rendere vivace tutto l'ascolto spalmando nelle quattordici tracce che compongono l'album una bella dose di spessore tecnico e compositivo e senza neanche andare troppo per il sottile.  I Pandemonium Carnival sanno come dare vita e comporre canzoni pregevoli, eleganti e con il giusto e ben ponderato tiro. Forti sia per quanto concerne l’impatto emotivo che per quello pulsante, istintivo e prettamente caratteristico del punk rock. Il combo dei Pandemoniu...

STORMWOLF "Voyager" (Recensione)

  Full-length, Nadir Music (2024) Questa band italiana propone un ottimo hard rock/heavy metal, con qualche puntatina nel power metal. Curiosa la scelta di realizzare un doppio album, nel vero senso del termine, perchè sembra proprio che la band, proprio in controtendenza ad un mercato che vuole tutto liquido e digitale, abbia realizzato un bel digipack contenente due cd: nel primo l'album in questione "Voyager" e relativi brani inediti. Nel secondo le cover di band come Iron Maidem Rose Tattoo, Accept e altri ancora. Tutto molto apprezzabile finora, ma com'è il disco? Beh, straordinario! L'entrata di una bella e brava cantante fa sempre la differenza in una band e qui è la stessa cosa con Irene Manca. Questa cantante riesce ad essere perfetta sia nei brano più melodic metal o hard rock che in quelli più heavy/power. Si passa quindi da stoccate come "Dark Shadows" o "Fury" ad altri brani dove l'aspetto più commerciale del metal viene a gall...

Intervista a DEMOGHILAS

Alfred Zilla è un personaggio schietto e sincero, ma anche molto profondo, e ciò si può evincere sia dalla sua musica, ma anche da ciò che ci dice in questa intervista. Sicuramente è un personaggio fuori tempo massimo, calato in una società che non contempla molti pensatori e artisti autonomi come lui. Dopo la recensione del suo ultimo album " Antagonist " lo abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda. Buona lettura! 1. Ciao Alfred, presenta il tuo progetto Demoghilas ai nostri lettori!  Ciao, truppa di Italia Metal e Rock, grazie del vostro tempo e interessamento, prima di tutto. Il Progetto Demoghilas è nato nell’estate del 2016, ma il mio sogno di fare musica iniziò a dodici anni, infatti molte canzoni che creo tutt'oggi sono tutti quegli esperimenti che tentavo mentre imparavo a suonare allora. Andando avanti ho capito di voler offrire qualcosa di diverso ad ogni album, come degli omaggi ad altri generi, anche se tutto sommato lo stile è rimasto lo stesso.  2. Proce...