Full-length, Great Dane Records
(2026)
C’è qualcosa che si agita sotto la superficie di "Viscere". Non è solo rumore, non è solo brutalità: è una mutazione lenta, sporca, quasi scomoda da guardare. I Discordance non stanno più semplicemente suonando death metal tecnico come prima — stanno cambiando pelle, e non lo fanno in modo pulito. Qui la furia si ritira di mezzo passo. Non scompare, ma smette di essere l’unica legge. Il disco respira di più, ma è un respiro corto, nervoso. I mid-tempo diventano ossatura, la velocità non è più il centro del discorso. È come se la band avesse deciso di togliere parte della carne per lasciare più spazio all’ombra.
I pezzi — "Notte", "Bellezza", "Abisso", "Entità", "Stelle" — non si comportano come singole tracce: sembrano pezzi dello stesso blocco nero, scolpito a colpi lenti. Le chitarre di Gibo non cercano più il virtuosismo continuo, ma riff pesanti, ripetuti, quasi rituali. Il basso di Zeno Zucchelli non è più un’ombra dietro le chitarre: è una massa che vibra sotto tutto, sporca e presente. La batteria di Francesco Benvenuti tiene tutto insieme senza mai lucidare troppo i bordi.
La voce di Oxe è ancora un coltello mal tenuto. Growl profondi, scream più acidi, roba che arriva da un altro lato del death/grind anni 2000 e non ha alcuna intenzione di essere “bella”. A tratti funziona come cemento, a tratti come scheggia fuori posto — ed è proprio questo attrito a tenerla viva. Poi arriva "Bellezza". E lì qualcosa si rompe. Il sax entra senza chiedere permesso. Non è decorazione, non è “sperimentazione intelligente”: è una presenza storta, quasi fuori tempo, che però funziona proprio perché non cerca di essere elegante. Sporca tutto e basta. E nel contesto di "Viscere" questa cosa ha senso.
I titoli stessi sono già un linguaggio: "Notte", "Abisso", "Entità". Parole secche, pesanti, senza fronzoli. L’italiano qui non è scelta estetica da salotto: è una lingua che taglia meglio, che suona più dura, più diretta. Nessun romanticismo forzato, solo immagini crude lasciate lì a galleggiare nel buio. Il problema — se così vogliamo chiamarlo — è che il disco a tratti gira su se stesso. La direzione è chiara, l’atmosfera pure, ma certe idee restano ferme troppo a lungo nello stesso punto. Non esplodono, non collassano, semplicemente restano sospese. E alla lunga questo crea una specie di uniformità grigia, voluta sì, ma non sempre vincente.
Le bonus track riportano tutto indietro di qualche anno: più veloci, più feroci, più dirette. Ma anche meno legate a questo nuovo corpo che la band sta provando a costruire. Sembrano un’eco lontana, quasi un promemoria di quello che erano prima della mutazione. "Viscere" è un disco di passaggio, senza dubbio. Non è ancora una forma definitiva, non è un punto d’arrivo. È più simile a un dipinto che deve essere ancora ultimato, ma da qui potrebbero uscirne figure tanto inquietanti quanto interessanti per il futuro della band.
Eleonora V.
Tracklist:
1. Notte
2. Bellezza
3. Abisso
4. Entità
5. Stelle
6. Severing the Veins of Iniquity (Bonus Track)
7. Anecdoten of Voracity (Bonus Track)
8. By the River of Dissection (Bonus Track)
9. Exceptionally Bilocated (Bonus Track)
Tracklist:
1. Notte
2. Bellezza
3. Abisso
4. Entità
5. Stelle
6. Severing the Veins of Iniquity (Bonus Track)
7. Anecdoten of Voracity (Bonus Track)
8. By the River of Dissection (Bonus Track)
9. Exceptionally Bilocated (Bonus Track)
10. Multiple Orgasm (Bonus Track)
Line-up:
Zeno Zucchelli - Bass
Gibo - Guitars
Oxe - Vocals
Francesco Benvenuti - Drums
Zeno Zucchelli - Bass
Gibo - Guitars
Oxe - Vocals
Francesco Benvenuti - Drums
Links:
Bandcamp
Spotify

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