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Intervista agli AETHERNA


Gli Aetherna presentano "Evathor", un album che segna un importante passo avanti nel loro percorso artistico e nella definizione della loro identità sonora. Tra heavy metal, progressive e influenze alternative, la band racconta la nascita del concept, il lavoro in studio e la risposta del pubblico.

1. "Evathor" segna un importante passo avanti nella vostra evoluzione: come è nato il concept dell'album?
Joey (Drums): direi che è avvenuto tutto in maniera abbastanza naturale. Come detto, rende tangibile il risultato di una nostra evoluzione, quindi è stato un po’ come fermarsi e fare un check di ciò che abbiamo maturato in questi anni.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): L’album è un’esternazione di ciò che abbiamo interiorizzato durante tutte le diverse esperienze di vita. È una questione di una consapevolezza nel “saper vedere” contrapposta alle maschere che filtrano la vita reale.

2. Nel disco convivono heavy metal, progressive e influenze alternative. Quanto è stato naturale integrare questi elementi?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Direi istintivo oltre che naturale. La musica credo sia l’unico linguaggio in grado di poter descrivere ogni sfaccettatura del nostro subconscio e, fortunatamente, bastano poche sfumature per poter descrivere un universo in poche battute.
Tamara Secci (Singer): Ognuno di noi ha portato il proprio background e il proprio modo di esprimersi. Non c’è stata alcuna forzatura nell’unire gli elementi, semplicemente abbiamo messo insieme ciò che siamo, lasciando che tutto convivesse in modo spontaneo.

3. "Nemesis" è stato scelto come singolo di lancio: cosa rappresenta per voi all'interno della tracklist?
Tamara Secci (Singer): "Nemesis" parla di rottura e rinascita, di una nuova pelle che si forma dopo il cambiamento. È un brano che racchiude bene il percorso del disco, fatto di introspezione e crescita interiore: non c’era brano più perfetto per aprire questo viaggio.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): È rabbia allo stato puro e, al contempo, controllo ed osservazione di noi stessi nel confine tra baratro e salvezza. Come anche gli altri brani, rappresenta l’urlo di una delle parti della nostra anima che merita di non essere mai nascosta.

4. I temi di luce, oscurità e conflitto interiore attraversano tutto l'album. Quanto c'è di autobiografico nei testi?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Tutti i testi sono profondamente autobiografici, volutamente strutturati ed integrati nella musica, in modo da poter essere simili ad un faro rivolto a chi riesce a riconoscersi in quello che esprimiamo.
Tamara Secci (Singer): Le nostre canzoni nascono tutte da esperienze vissute e da cose realmente provate. Certo, nei testi non le raccontiamo in modo diretto, ma sono tutte storie di vita rielaborate attraverso la nostra musica.


5. Rispetto ai lavori precedenti, quali aspetti del songwriting avete cercato di sviluppare maggiormente?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Precisione ed accuratezza nel raccontarci, grazie alle nostre variegatissime esperienze di vita (hahaha), ma anche in virtù della nostra accresciuta esperienza artistica.

6. Avete lavorato con un approccio diverso in studio durante la realizzazione di "Evathor"?
Tamara Secci (Singer): Essendo il mio primo album non ho un termine di paragone, ma sicuramente si è lavorato molto sui dettagli in modo minuzioso, curando arrangiamenti e struttura dei brani in ogni loro aspetto. Da parte mia posso dire che in studio ho tirato fuori tutto quello che avevo dentro, lasciando che le emozioni guidassero le scelte creative.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): La produzione di "Evathor" ha amplificato quello che volevamo esprimere nei nostri brani. Abbiamo avuto la fortuna di essere affiancati da Andrea Madeccia di Madhouse, il quale ha codificato il nostro materiale nel modo più diretto ed efficace.

7. Quali sono state le principali influenze musicali che hanno accompagnato la scrittura del disco?
Enzo Zappatore (Lead Guitar): A livello di composizione come anche a livello di esecuzione, hanno contribuito sicuramente tutte le influenze musicali consolidate nel corso degli anni. Ma mi piace pensare che il tutto sia elaborato dalla nostra individualità. Ed il risultato è la nostra musica.

8. Quanto conta per voi l'aspetto narrativo nella costruzione di un album?
Tamara Secci (Singer): È importante, ma ciò che ci interessa davvero è che, all’ascolto, le persone possano entrare in contatto con le emozioni del disco. Più che raccontare in modo esplicito, vogliamo che venga percepito e vissuto in maniera personale da chi lo ascolta.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Come già detto, l’aspetto narrativo è il fulcro del nostro lavoro. In tal senso, abbiamo studiato il modo più efficace (per noi) di raccontare con naturalezza anche situazioni al di là dell’umana comprensione.

9. Come sta reagendo il pubblico ai nuovi brani dal vivo?
Tamara Secci (Singer): Dal vivo la reazione è molto intensa, i nuovi brani stanno creando un bellissimo scambio di energia con il pubblico. "Screaming Silence", che forse può risultare meno immediata all’ascolto, dal vivo viene invece capita e vissuta al massimo, ed è bellissimo vederli completamente dentro la canzone, immersi in quell’energia che ci collega sul palco.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): Ci piace pensare che tutto l’entusiasmo che vediamo da sopra il palco sia dovuto anche alla comprensione di quello che esprimiamo. Ma di certo, le onde di decibel che arrivano non lasciano nessuno indifferente.

10. Guardando al futuro, "Evathor" rappresenta un punto di arrivo o piuttosto un nuovo punto di partenza?
Tamara Secci (Singer): "Evathor" è il primo capitolo di un percorso che sentiamo appena iniziato, che ci ha permesso di definire meglio la nostra identità e aprire nuove direzioni per il futuro.
Enzo Zappatore (Lead Guitar): È ovviamente un punto di partenza. Come anche saranno tutte le prossime tappe del nostro percorso. La musica ha gli stessi confini di un’anima, o no?


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