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INFECTION CODE "De Reptilium Arcanis" (Recensione)


Full-length, Nadir Music
(2026)

Una scarica di elettricità malata, un rumore metallico che arriva da un ambiente industriale in decomposizione, una tensione che non lascia mai completamente respirare. "De Reptilium Arcanis" è questo: un concentrato di rabbia, disagio e sperimentazione che porta ancora una volta gli Infection Code su territori dove il confine tra uomo e macchina, violenza e controllo, caos e precisione diventa sempre più sottile.

La band piemontese non ha mai seguito la strada più semplice e anche questa volta sceglie di proporre un lavoro lontano dalle formule più prevedibili del metal estremo. In poco meno di mezz'ora gli Infection Code condensano la loro essenza, costruendo un muro sonoro fatto di riff taglienti, ritmiche martellanti e atmosfere industriali che sembrano provenire da un futuro decadente. Thrash, death metal ed elettronica si fondono in un linguaggio personale, riconoscibile e soprattutto coerente con la storia del gruppo.

Il bello di "De Reptilium Arcanis" è proprio questa sensazione di inquietudine costante. Non c'è ricerca della melodia facile, non c'è il bisogno di ammorbidire gli angoli: il disco vive di tensione e di impatto. Le chitarre sono pesanti e aggressive, la batteria colpisce con precisione chirurgica e il basso contribuisce a creare quella profondità oscura che rende il suono della band immediatamente identificabile. Il ritorno di Massimo "Macha" Accornero alla chitarra aggiunge ulteriore forza alla scrittura, riportando una componente più fisica e graffiante.

L'apertura affidata a "Pater Serpentium" mette subito le carte in tavola: nessun compromesso, solo un attacco frontale costruito su riff ossessivi e atmosfere claustrofobiche. "Mater Vermium" prosegue sulla stessa linea, mantenendo alta la pressione e confermando la capacità della band di creare un senso di movimento anche all'interno di strutture molto pesanti. Con "False Messiah Squad" emerge invece il lato più vicino al thrash, con una maggiore immediatezza e una dinamica più diretta.

Il vero punto di interesse arriva con "Fermi Paradox – The Nameless Mist", episodio dove gli Infection Code rallentano il passo e lasciano maggior spazio alla componente atmosferica. È probabilmente uno dei momenti più riusciti del disco, perché dimostra che la band non ha bisogno di viaggiare sempre a velocità elevata per risultare efficace. La pesantezza qui nasce dall'attesa, dalla tensione e dalla capacità di creare un ambiente sonoro soffocante. "World Eating Queen" torna invece su coordinate più aggressive, mentre "King Among Insects" chiude il lavoro con una nuova dose di violenza controllata.

Il limite principale di "De Reptilium Arcanis" è forse anche una conseguenza della sua stessa natura. La compattezza è un pregio, ma in alcuni momenti si avverte la mancanza di qualche sviluppo ulteriore. Alcune idee sembrano avere il potenziale per crescere ancora, per aprirsi maggiormente, per lasciare un segno più profondo. La durata ridotta rende l'ascolto intenso e senza cali, ma allo stesso tempo lascia la sensazione che qualche passaggio avrebbe potuto essere approfondito.

Anche la scelta di mantenere un'atmosfera così uniforme e opprimente potrebbe dividere gli ascoltatori. Chi cerca variazioni continue potrebbe trovare il disco troppo monolitico, mentre chi ama immergersi completamente in un suono oscuro e personale troverà probabilmente pane per i propri denti.

Perché alla fine gli Infection Code non cercano di piacere a tutti. "De Reptilium Arcanis" è un disco fatto di materia oscura, costruito con la consapevolezza di chi conosce la propria strada e non ha bisogno di inseguire tendenze. Non è un lavoro perfetto, ma è autentico, riconoscibile e soprattutto necessario per una band che continua a esplorare territori difficili.

Un altro tassello nella lunga mutazione degli Infection Code: una creatura rumorosa, inquietante e ancora capace di mordere.

Eleonora V.

Tracklist:
1. Pater Serpentium
2. Mater Vermium
3. False Messiah Squad
4. Fermi Paradox – The Nameless Mist
5. World Eating Queen
6. King Among Insects

Line-up:
Riky Porzio - Drums
Massimo Accornero - Guitars
Gabriele Oltracqua - Vocals
Andrea Rasore - Bass

Links:
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