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Intervista agli ETHEREAL FLAMES


Nel panorama power metal italiano, gli Ethereal Flames debuttano con “Myths and Legends of Our Land”, un album che unisce potenza sonora e forte identità narrativa. Il disco affonda le sue radici nel folklore e nella storia delle Marche, trasformando leggende, eventi storici e figure mitologiche in un racconto musicale coerente e ricco di suggestioni. Attraverso un sound che intreccia power metal e orchestrazioni sinfoniche, la band costruisce un equilibrio tra impatto e narrazione, dando vita a un lavoro che punta tanto sull’energia quanto sull’immaginario evocativo.

1. "Myths and Legends of Our Land" è fortemente legato al folklore delle Marche: quanto è importante per voi il legame con il territorio?
Moltissimo. Mettere insieme la voglia di raccontare le nostre storie e il nostro folklore con la comune passione per il metal ci è sembrata sin dall’inizio la strada da percorrere. Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto e fieri di contribuire a far conoscere meglio le Marche a chi ci ascolta.

2. Ogni traccia racconta una storia diversa, da "Metauro’s Battle" a "The Witch of Farneta": come avete trasformato eventi storici e leggende in musica?
Le storie che raccontiamo, siano esse leggende o fatti realmente accaduti, sono frutto di un’accurata ricerca. Una volta scelta la storia abbiamo cercato il giusto abbinamento con i pezzi che già avevamo composto, facendo attenzione ad adattare il testo alla melodia della voce nel miglior modo possibile.

3. "Two Sad Lovers" porta in musica Paolo e Francesca: quanto vi interessa esplorare il lato più emotivo rispetto a quello epico?
Sono entrambi aspetti importanti. Ogni storia raccontata, epica o meno che sia, ha anche risvolti emotivi. In alcuni brani abbiamo inserito parti introspettive nelle quali il protagonista spiega cosa lo ha portato ad agire in quella maniera, come ad esempio in "Pilato" o in "Laura di Farneta".

4. La figura della Sibilla compare in più forme nel disco: è il fulcro narrativo dell’album?
Diciamo che, come si evince dalla copertina del disco, la Sibilla è una componente molto importante di "Myths and Legends of Our Land". Nel nostro folklore sono molte le storie che la vedono protagonista. Noi ne abbiamo scelta una ("The Queen Sibilla"). L’altro pezzo che la cita ("Restless Knight") è un estratto del "Guerin Meschino", opera letteraria del 1410 scritta da Andrea da Barberino.


5. Le tastiere e gli elementi sinfonici hanno un ruolo centrale: quanto sono importanti nella vostra identità sonora?
Non solo importanti, ma fondamentali. Quello che fin dall’inizio ha caratterizzato il sound degli Ethereal Flames è il giusto mix tra potenza e melodia. L’arrangiamento sinfonico legato alle tastiere ha compensato alla grande la potenza dei riff di chitarra.

6. Brani come "Pilato’s Lake" sembrano più orientati sulle chitarre: è una direzione che volete sviluppare?
Ce lo dicono in tanti: "Pilato’s Lake" è fuor di dubbio il pezzo più heavy che abbiamo scritto. Crediamo però che la nostra strada sia quella di restare fedeli alla caratteristica principale del nostro sound, cioè il giusto mix tra potenza e melodia. Ciò non toglie che nel prossimo disco possano esserci elementi simili o altre novità.

7. Il vostro è un power metal con forti influenze classiche e narrative: quanto vi sentite vicini alla scena europea?
Gruppi sia della vecchia che della nuova scena power come Powerwolf, HammerFall e Stratovarius sono stati fondamentali per la creazione del nostro stile. Il power metal europeo è molto cambiato negli ultimi anni, perdendo alcuni aspetti ma guadagnandone altri. Melodie e orchestrazioni sono oggi più presenti rispetto al passato, quindi possiamo dire di essere in linea con l’offerta power attuale.

8. Essendo un debutto, qual è stata la sfida più grande nel definire un’identità riconoscibile?
Investiamo molto tempo ed energia in ciò che facciamo, dalla composizione alla cura dei live. Abbiamo avuto le idee chiare fin dall’inizio: seguire la nostra strada e il percorso che abbiamo tracciato. Se questo ci renderà riconoscibili o meno sarà il pubblico a deciderlo.

9. Quanto ha inciso la formazione attuale (Binotti, Palmieri, Brillarelli, Mencarelli) nella scrittura del disco?
Possiamo tranquillamente sostenere che "Myths and Legends of Our Land" è un disco realizzato con il contributo di tutti e quattro: ognuno di noi ci ha messo del suo. Quando lavoriamo ci confrontiamo continuamente e non andiamo avanti se non troviamo un compromesso che vada bene a tutti.

10. Nel prossimo album continuerete a esplorare il folklore italiano o allargherete l’orizzonte narrativo?
Stiamo lavorando al nuovo album proprio in questo periodo. L’intenzione è quella di continuare sulla falsariga del primo, per il futuro vedremo.


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