Passa ai contenuti principali

IN AUTUMN "What's Done Is Done" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music
(2024)

Terzo album per una delle formazioni più valide del panorama gothic metal italiano. Con evidenti rimandi alle grandi e storiche band del genere, soprattutto quelle britanniche, questa formazione riesce a confezionare un disco classicamente gothic, ma anche sufficientemente fresco e ammiccante ad alcune soluzioni post rock e post metal che sicuramente iniettano nei brani qualcosa di fruibile su più larga scala. 

I dettami comunque sono quelli del doom metal e di quelle vocalità che alternano growl e parti pulite tipiche di questo genere, ma le chitarre appaiono ispirate e, complice anche una buona produzione, bucano la barriera che separa un prodotto qualunque da uno di classe, e sicuramente "What's Done Is Done" fa parte di quest'ultima categoria.

L'andamento non è dei più allegri, sebbene la grinta a questi ragazzi non manchi, ma in generale sono frequenti anche le parti in cui gli strumenti preferiscono la modalità acustica a quella elettrica. Non vi è quindi praticamente mai un episodio che possa far pensare ad una impennata verso qualcosa di più estremo. Se qualcuno si aspetta, come spesso è avvenuto e avviene in questo ambito, un prodotto che dal doom passi al death o ad una commistione di questi stili è fuori strada. Qui ci sono tutti gli elementi del gothic metal, ma si rimane intrappolati saldamente entro questo genere.

Il fatto che la band abbia optato per una collocazione così netta per conto nostro è un pregio. Innanzitutto dimostra chiarezza di intenti, e poi un fan o potenziale tale della band Sa quello che compra perchè sai quello che ascolta, nel caso degli In Autumn, e se qualcuno ha fame del gothic metal degli anni Novanta (più quello della metà o fine di quel decennio, per la precisione), ma è anche curioso di sentire qualche piccola divagazione più moderna in questo genere, in questo album troverà pane per i suoi denti.

Recensore: Grimorio
Voto: 7,5/10

Tracklist:
1. What's Done Is Done
2. Focus
3. Lucid Dream
4. Inside My Soul
5. Despised by Life
6. Breathing in the Void
7. The Illusion of Reality
8. Block
9. Strange Thoughts
10. I See You

Line-up:
Diego Polato - Bass
Marco Liotto - Drums
Cristian Barocco - Guitars, Keyboards
Giuliano Zippo - Vocals

Commenti

Post popolari in questo blog

LUCIO MANCA "Camaleontico" (Recensione)

Full-length, Independent (2024) Quarto album per il già noto bassista italiano Lucio Manca (Raven Lord, Jaded Star, Screaming Shadows, Dogmathica e Pino Scotto), che per questo progetto si accompagna ad altri validi musicisti, dando vita ad una mezz'oretta scarsa di grande musica progressiva, sia intesa nell'ambito rock che metal. "Camaleontico" è un disco che gode di una produzione notevole, i suoni sono grossi e limpidi ed esaltano in primo luogo il lavoro al basso dello stesso Lucio, ma al tempo stesso grande rilievo viene data alla sezione chitarristica che vede Lucio impegnato nella composizione ed esecuzione delle parti ritmiche, mentre quelle soliste sono state affidate al guest Eros Melis. Nell'album si parte con una canzone relativamente semplice, che infatti è stata anche scelta come primo singolo, ovvero "Moka". Si nota da subito che non vi sono parti cantate e questo aspetto rimarrà invariato per tutto il disco, offrendo quindi massimo spazio...

BEFORE THE GLOW "Black Rose" (Recensione)

Full-length, Independent (2026) Siccome avevamo recensito l'ultimo album dei Dramanduhr, abbiamo accolto con piacere la richiesta di poter recensire questa nuova incarnazione del musicista siciliano Stefano Eliamo. I Before The Glow rappresentano la parte più tranquilla ed emozionale di questo artista. Questo nuovo album, intitolato "Black Rose" mostra un musicista davvero in grado di gestire il rock generico e alternativo nel migliore dei modi. Tanti gli umori che costituiscono questi brani, tante note che seppur vagamente solari nascondono anche una certa malinconia di fondo. Ascoltate ad esempio "Dark Highway" o "Chocolate" per capire quanto in profondità questo artista riesce ad andare. La sua voce, davvero una sorpresa se paragonata a quella dei Dramanduhr, è calda e molto melodica e sa come elevare ogni singola nota a qualcosa di speciale. I pezzi potrebbero essere descritti come spaccati di un diario interiore dell'artista, che si mette a nu...

RED MASQUERADE "Lost Days" (Recensione singolo)

Single, Independent (2025) Un singolo è forse poco per capire esattamente dove andrà a parare il futuro di una band, ma nel caso dei Red Masquerade diciamo che abbiamo tutti gli elementi per pensare che il taglio col passato è stato netto. Partiti come symphonic metal band con inflessioni prog, in questo e dopo un album e molte esperienze live interessanti (tra cui il Milady Metalfest, il Wings of Bea, apertura ai Flashgod Apocalipse, ecc.) in questo 2025 immettono sul mercato un nuovo singolo e videoclip per la traccia "Lost Days". In questo pezzo la componente progressive sembra prendere il sopravvento su quella symphonic, anzi, quest'ultima è proprio assente. Abbiamo un utilizzo di chitarre dai toni ribassati, un basso pulsante, una voce femminile ottima che si muove sinuosa e minacciosa su un metal moderno e innovativo. Le trame sono complesse ma sicuramente anche di impatto, la componente groove è quella che spicca di più, come un senso di oscurità che pervade il b...