Passa ai contenuti principali

EVOKED ECLIPSE "The Cries of Evil" (Recensione)

Full-length, Club Inferno Ent.
(2026)

Con “The Cries Of Evil” gli Evoked Eclipse si collocano in quella terra di confine dove doom, gothic e black metal melodico si intrecciano in un linguaggio carico di suggestione. Il progetto guidato da Max Havler nasce con l’intenzione dichiarata di recuperare un’estetica tipicamente anni Novanta, richiamando alla memoria le atmosfere malinconiche di Anathema, Katatonia e Tiamat, senza trascurare l’impatto più tagliente del black scandinavo alla Dissection o Naglfar.

Al di là dei riferimenti – inevitabili ma ingombranti – il disco si distingue per una forte coerenza atmosferica. Non è un lavoro costruito per stupire con soluzioni tecniche ardite o con bruschi cambi di rotta: qui conta l’immersione. Le composizioni si muovono lungo coordinate oscure e rituali, privilegiando l’intenzione espressiva rispetto alla complessità fine a sé stessa. L’effetto complessivo è quello di un flusso compatto, privo di reali dispersioni, che accompagna l’ascoltatore in un percorso notturno e introspettivo.

L’anima dell’album è duplice ma non schizofrenica. Da una parte emergono momenti più dilatati, intrisi di malinconia e di un romanticismo decadente che richiama certo gothic/doom europeo, con melodie ipnotiche e un uso attento delle dinamiche. Dall’altra si affacciano episodi più serrati, sorretti da riff in tremolo e da una sezione ritmica tesa ma controllata, dove la componente black metal si fa più evidente pur mantenendo una costante solennità di fondo.

Ciò che colpisce è il modo in cui gli Evoked Eclipse riescono a mantenere un equilibrio tra queste due dimensioni. Anche quando la velocità aumenta e l’aggressività si fa più marcata, permane un senso di disillusione e decadenza che funge da filo conduttore emotivo. Allo stesso modo, le parti più lente non scadono mai nell’eccessiva autocompiacenza atmosferica, ma restano ancorate a strutture solide e funzionali.

La produzione, pulita ma non sterile, contribuisce a valorizzare questa doppia natura, mettendo in risalto tanto le sfumature più eteree quanto i passaggi più incisivi. Non si tratta di un album rivoluzionario, né di un’opera destinata a ridefinire i confini del genere. È piuttosto un lavoro consapevole, derivativo nel senso più onesto del termine: un tributo appassionato a una stagione precisa del metal estremo, riletto con maturità e misura.

“The Cries Of Evil” saprà parlare soprattutto a chi cerca un black metal evocativo e spirituale, più concentrato sull’esperienza emotiva che sulla pura dimostrazione di forza. Chi pretende una direzione univoca – solo lentezza doom o sola furia black – potrebbe percepire una certa ambivalenza; chi invece apprezza le sfumature troverà in questo disco un ascolto coerente, oscuro e sinceramente ispirato.

Milena Rock

Tracklist:

1. Enchantment
2. The Cries Of Evil
3. Land Of The White Spirit Lady
4. Mournishments
5. The Watch Of Spirits
6. Drops Of Blood
7. Illusions Of The Life
8. Ascension

Line-up:
Max Havler - Guitars & Vocals 
Davide Billia - Drums & Vocals 

Siti ufficiali:
– CLUB INFERNO ENT.: http://www.facebook.com/clubinfernoent
– EVOKED ECLIPSE: https://www.facebook.com/evokedeclipse



Commenti

Post popolari in questo blog

PANDEMONIUM CARNIVAL "Pandemonium Carnival II" (Recensione)

Full-length, Ghost Record Label (2024) I Pandemonium Carnival rilasciano il secondo album dal titolo "Pandemonium Carnival II". Un lavoro che sicuramente catturerà senza fatica gli appassionati del classico e mai tramontante Punk Rock di stampo americano. Le aspettative per chi inizierà l'ascolto non saranno banali e neanche scontate come il genere proposto potrebbe far pensare. Nonostante la dicitura di "Horror" (da cui la definizione di Punk "Horror" Rock), la band romana riesce a dare colore e rendere vivace tutto l'ascolto spalmando nelle quattordici tracce che compongono l'album una bella dose di spessore tecnico e compositivo e senza neanche andare troppo per il sottile.  I Pandemonium Carnival sanno come dare vita e comporre canzoni pregevoli, eleganti e con il giusto e ben ponderato tiro. Forti sia per quanto concerne l’impatto emotivo che per quello pulsante, istintivo e prettamente caratteristico del punk rock. Il combo dei Pandemoniu...

LUCIO MANCA "Camaleontico" (Recensione)

Full-length, Independent (2024) Quarto album per il già noto bassista italiano Lucio Manca (Raven Lord, Jaded Star, Screaming Shadows, Dogmathica e Pino Scotto), che per questo progetto si accompagna ad altri validi musicisti, dando vita ad una mezz'oretta scarsa di grande musica progressiva, sia intesa nell'ambito rock che metal. "Camaleontico" è un disco che gode di una produzione notevole, i suoni sono grossi e limpidi ed esaltano in primo luogo il lavoro al basso dello stesso Lucio, ma al tempo stesso grande rilievo viene data alla sezione chitarristica che vede Lucio impegnato nella composizione ed esecuzione delle parti ritmiche, mentre quelle soliste sono state affidate al guest Eros Melis. Nell'album si parte con una canzone relativamente semplice, che infatti è stata anche scelta come primo singolo, ovvero "Moka". Si nota da subito che non vi sono parti cantate e questo aspetto rimarrà invariato per tutto il disco, offrendo quindi massimo spazio...

STORMWOLF "Voyager" (Recensione)

  Full-length, Nadir Music (2024) Questa band italiana propone un ottimo hard rock/heavy metal, con qualche puntatina nel power metal. Curiosa la scelta di realizzare un doppio album, nel vero senso del termine, perchè sembra proprio che la band, proprio in controtendenza ad un mercato che vuole tutto liquido e digitale, abbia realizzato un bel digipack contenente due cd: nel primo l'album in questione "Voyager" e relativi brani inediti. Nel secondo le cover di band come Iron Maidem Rose Tattoo, Accept e altri ancora. Tutto molto apprezzabile finora, ma com'è il disco? Beh, straordinario! L'entrata di una bella e brava cantante fa sempre la differenza in una band e qui è la stessa cosa con Irene Manca. Questa cantante riesce ad essere perfetta sia nei brano più melodic metal o hard rock che in quelli più heavy/power. Si passa quindi da stoccate come "Dark Shadows" o "Fury" ad altri brani dove l'aspetto più commerciale del metal viene a gall...